Acquistare le commodity senza rischi: il modello Mak
L’attuale congiuntura economica ha portato a una crescente volatilità dei prezzi delle commodities, con un impatto molto negativo sui margini delle aziende che comprano materie prime per poi trasformarle e rivenderle come prodotto finito o semilavorato. Fino a maggio 2006, gli andamenti e le oscillazioni dei prezzi delle commodities erano presenti ma contenuti in un intervallo gestibile con logiche industriali mentre, a partire dalla fine del 2006 e soprattutto con la crisi del 2009, insieme a un trend globale di crescita dei prezzi, le oscillazioni sono aumentate portando una maggiore correlazione tra mercati che prima di quel momento non si erano mai avvicinati tra loro, e quindi a un’alta volatilità dei prezzi delle materie prime.
Questo contesto pone le aziende di fronte all’esigenza di dotarsi di una metodologia che le aiuti a comprendere come poter coprire il rischio associato all’acquisto di commodities; una metodologia consolidata che possa rispondere a dei mercati che da industriali sono divenuti speculativi. Per aiutare le aziende a far fronte a questa situazione, Lowendalmasaï e Kauffmann&Sons hanno sviluppato il modello MAK (Metodologia Acquisto Kommodity), una nuova metodologia che permette alle aziende di pianificare in anticipo la corretta strategia di acquisto delle commodities. Infatti, proprio per l’instabilità del mercato, per le aziende diventa sempre più complesso fare previsioni di budget, soprattutto a lungo termine.
Normalmente, le aziende adottano come strategia quella di “fissare” un prezzo di riferimento (prezzo di budget) relativo a ogni commodity. Rispetto a questo prezzo, durante l’anno viene misurata la performance degli uffici acquisti. Questa strategia implica, però, il fatto che nel momento di definizione del budget vada definita anche la “migliore stima del futuro”. In un contesto come quello attuale, di alta volatilità, questo approccio rappresenta un errore gestionale. Le aziende devono invece poter definire dei modelli di previsione a breve termine con prezzi di “budget” dinamici per valutare il VAR (Value At Risk) in modo continuativo e aggiornabile su base mensile, allo scopo di determinare le eventuali coperture finanziarie necessarie.
Grazie a un tool informatico, con il modello MAK le aziende possono definire i diversi scenari di rischio che caratterizzano il mercato delle commodities, tenendo conto delle diverse variabili: i rischi esogeni all’azienda relativi al mercato e le variabili endogene (volumi, contratti di vendita e di acquisto, politiche di risk management), per basare così su dati concreti le proprie scelte, limitando il rischio di esposizione finanziaria. Il modello MAK risolve anche un altro problema associato all’acquisto delle commodities: la corretta gestione dell’iper-informazione. Infatti, appoggiarsi a una metodologia di questo tipo aiuta i decision-maker a definire “a mente fredda” l’adeguata strategia da adottare per valutare la misura di rischio da applicare e per determinare a copertura necessaria, oltre che a decidere quale “contingency plan” attuare grazie a simulazioni “what if”. Non solo, i manager devono anche rendersi conto che nell’attuale contesto economico l’acquisto delle commodities non è più solo un problema relativo all’ufficio acquisti, ma deve essere una strategia d’impresa che coinvolge le quattro funzioni fondamentali: direzione generale, vendite, acquisti, divisione finanziaria.
Per questo progetto, Lowendalmasaï e Kauffmann&Sons hanno messo a fattor comune le reciproche competenze: da un lato Lowendalmasaï si occupa di sviluppare il modello MAK personalizzato, secondo le specifiche esigenze di ogni azienda; dall’altro Kauffmann&Sons mette a disposizione del Cliente dati di mercato in real-time. Lowendalmasaï e Kauffmann&Sons permettono quindi di definire insieme al Cliente la corretta strategia per la copertura dei rischi declinati per mercato.
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