Diario Valentina

Eccoci di ritorno dal nostro secondo viaggio indiano, stanchi ma felici.

Quello di quest’anno e’ stato davvero un viaggio speciale, un viaggio più maturo, meno passionale, rispetto a quello del febbraio scorso.

Perchè vivere nel convento della missione ti fa crescere, e ti cambia profondamente.

Non posso dire di essere rimasta indifferente di fronte alla sofferenza dei corpi dei malati, ne’ di fronte ai volti impolverati dei bimbi per le strade, ne’ dei poveri attorno al convento, a Warangal. Ma questa volta mi sono avvicinata a loro con consapevolezza che purtroppo l’India, con tutte le sue ricchezze ti offre anche questo, che però fa parte di una grande umanità che in qualche modo vive o sopravvive, affidandosi alla buona sorte e alla benevolenza pragmatica di Suore meravigliose.

E poi quest’anno sono partita con l’entusiasmo di chi si sta facendo strumento per la realizzazione di qualcosa di buono, di utile.

Sì, perchè attraverso il coinvolgimento di tanti cari amici da dicembre ad ora abbiamo raccolto una consistente cifra da destinare al PROGETTO che resta da tempo il sogno di Padre Colombo: la realizzazione di tante case-famiglia per accogliere bambini HIV positivi i cui genitori stanno morendo o sono già spirati per AIDS.

In India, se una persona si ammala gravemente ed ha bisogno di andare in ospedale, vi si reca portando con sè tutta la famiglia, bambini compresi, che così si ritrovano a vivere in una realtà precaria di sofferenza e dolore.

Come se ci fossimo lasciati qualche giorno fa, finalmente riabbracciamo Suor Lorenza e le Sisters del convento. Sono loro che con il loro operato, instancabili, ci hanno insegnato che commiserare qui non serve a nulla, bisogna fare, prendere decisioni, intraprendere nuovi progetti, rimboccarsi le maniche ed agire, e non contemplare commossi costoro, gli ultimi dell’India, che hanno poco, molto molto meno di quanto noi possiamo immaginare.

Prima meta del nostro soggiorno sarà proprio l’Ospedale dei malati di AIDS: ad accoglierci ci sarà una banda di bambini sorridenti, che con tutta la loro gioia di vivere ci travolgono nei loro giochi e si lasciano a loro volta travolgere dai nostri canti. Ma sono davvero tanti!!! Suor Lorenza mi dice che ormai sono 84, tutti HIV positivi, di cui solo qualcuno non sta bene. Il mio pensiero vola immediatamente al momento della scelta dei fortunati che andranno a vivere nelle casette-famiglia: con che cuore potremo sceglierne alcuni, escludendone altri??? Non trovo risposta.

Il tempo con loro vola, e giunge la sera e l’ora di tornare al convento, dove ci raggiungerà Padre Colombo per riabbracciarci e per parlare insieme del PROGETTO.

Paolo ed io gli dimostriamo tutta la nostra disponibilità a creare per questi bimbi quello che lui ritiene più utile, concordando con lui che sarebbe proprio bello trovare un posto per tutti quanti.

“La notte ma soprattutto la Provvidenza porterà consiglio” ci dice sorridente Suor Lorenza mentre Padre Colombo sta per lasciarci per tornare a casa sua.

La sera successiva, dopo una meravigliosa giornata trascorsa accanto alle bimbe dell’Orfanotrofio di Welleru in occasione della emozionante inaugurazione della nuova ala donata dagli amici di Ciriaco e di Della Valle di TOD’S, Padre Colombo ci annuncia che l’indomani ci avrebbe mostrato il terreno dove nascerà il PROGETTO.

Capite perchè laggiù si ha la netta sensazione di essere più vicini a Dio???

Padre Colombo era stato illuminato, e noi con lui.

La visita al terreno e’ stata emozionante: e’ una vasta area coltivata a risaie ed irrigata grazie ai pozzi che Marco ha fatto costruire anni fa.

“ Qui sorgeranno le 3 costruzioni che accoglieranno i bambini, iniziamo da quella centrale per farli studiare e imparare piccoli lavoretti; poi le 2 ali laterali per i dormitori di femmine e maschi.”

Padre Colombo ha il PROGETTO chiaro in testa, e Paolo ed io non facciamo fatica ad affidarci a lui con tutto il nostro cuore.

“Partiamo ad Aprile, dopo l’ultimo raccolto del riso prima delle piogge.”

Il PROGETTO per la realizzazione delle 3 costruzioni costa circa 100 Euro al metro quadrato, 300 mq, per un totale di 30000 Euro. Non ci resta che rimboccarci le maniche per raccogliere i 18000 mancanti, in attesa di costruire il network di genitori adottivi per i bambini che resteranno orfani, per mantenerli all’interno della struttura negli anni a venire.

L’entusiasmo dei nostri amici italiani, ed il sorriso con cui ci hanno accolto i bambini ci danno grande fiducia.

Padre Colombo ci lascia sussurrandoci: “ Inaugurazione febbraio prossimo”.

Come non crederci???

Scritto da Valentina K.